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Come pulire la caldaia dal calcare

INDICE

Se il flusso d’acqua non è più costante o svanisce del tutto la causa potrebbe essere riconducibile alla presenza di calcare nella caldaia.

Anche se l’acquisto della caldaia è recente, è importante tenere ben a mente questo aspetto, perché potrebbe provocare problemi anche a un impianto con caldaia a condensazione moderna.

La formazione di calcare avviene quando la temperatura dell’acqua è oltre i 45°C, motivo per il quale la caldaia è uno degli apparecchi in cui è più facile si formino residui e accumuli.

È da premettere che bisogna effettuare le revisioni obbligatorie periodiche in base alla normativa vigente, che dovranno essere eseguite da un tecnico specializzato.

Quest’ultimo effettua i controlli sullo stato della caldaia e provvede alla manutenzione, se necessaria.

Proprio la manutenzione periodica della caldaia può ridurre il rischio di formazione del calcare e risolvere il problema alla radice.

Come si forma il calcare

Il calcare è riconoscibile dalla presenza di granuli bianchi solidificati che si attaccano alla superficie dei circuiti interni della caldaia.

Questi granuli si producono quanto l’acqua che circola nei tubi supera la temperatura dei 45°C e vengono rilasciate grande quantità di calcio e magnesio.

Queste sostanze indicano il grado di durezza dell’acqua che, più è elevato, e più aumenterà le probabilità che si formi il calcare.

Rischi legati alla presenza di calcare nella caldaia

Un accumulo eccessivo di calcare nella caldaia ne può compromettere il corretto funzionamento nel tempo, riducendone l’efficacia e le prestazioni anche di oltre il 25%.

Ci sono però altri rischi importanti legati alla presenza di calcare, tra cui: riduzione della pressione di fuoriuscita dell’acqua e di produzione di quella calda; dispersione del calore; aumento consumi; aumento rumorosità della caldaia; usura o corrosione dell’impianto e delle tubature e rottura di componenti interni.

È evidente che non bisogna sottovalutare in alcun modo il calcare che, se preso con leggerezza, può provocare danni importanti all’apparecchio e all’impianto e bisognerà sostituire la caldaia.

Come eliminare il calcare dalla caldaia

Per pulire la caldaia dal calcare bisogna rivolgersi a dei professionisti, in modo che operatori esperti possano intervenire in modo corretto evitando di danneggiare in qualche modo l’impianto.

Il metodo più utilizzato è quello definito “lavaggio chimico”, che consiste nel versare un composto chimico all’interno del circuito idraulico in modo da permettere lo scioglimento delle incrostazioni provocate dal calcare.

Al termine della pulizia, viene eseguito un check-up della caldaia per essere sicuri che non ci siano danni, come buchi lasciati dal calcare.

È possibile anche intervenire per prevenire la formazione di calcare utilizzando un dosatore di polifosfato, oppure, un filtro anticalcare.

Il primo è un dispositivo che serve ad eliminare il magnesio e il calcio nell’acqua, rilasciando Sali di iodo, un modo per addolcire l’acqua e renderla meno dura.

I filtri anticalcare riescono a trattenere le impurità che si trovano nell’acqua impedendogli di provocare danni nel funzionamento della caldaia. Puoi saperne di più leggendo il nostro articolo su quando bisogna cambiare il filtro anticalcare.

In linea generale è consigliato cambiare il filtro ogni 12 mesi, tempo che si riduce se l’acqua è particolarmente dura.

Se hai bisogno di pulire la tua caldaia dal calcare ed effettuare un check up del funzionamento, puoi contattarci per una consulenza e un preventivo gratuito.

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